Riduzione cedolare secca al 10% canone concordato, ci vuole il timbro delle associazioni

16.02.2018

Per ottenere lo sconto fiscale sulla cedolare secca da applicare al canone concordato è indispensabile il timbro della associazioni di proprietà o inquilinato. Dopo un anno di dubbi e perplessità, a sciogliere il dilemma è stato il Ministero delle Infrastrutture in risposta a una richiesta di chiarimenti da parte di Confabitare.

Secondo il decreto interministeriale del 16 gennaio 2017 - che ha rinnovato le modalità per la stipula dei contratti di locazione a canone concordato - i contratti possono essere firmati da una delle organizzazioni firmatarie dell'accordo territoriale per verificare la correttezza del calcolo del canone concordato e il rispetto dei criteri e dei parametri previsti dall'accordo. Dopo una serie di dubbi concernenti la fruibilità delle agevolazioni fiscali, Confabitare ha sottoposto la questione al Mit.

Con la lettera n. U.ooo1380.06-02-2018, il Mit ha sottolineato come sia facoltativo il ricorso alle associazioni territoriali per quanto riguarda le definizione del canone. Ma "per quanto concerne i profili fiscali va considerato l'obbligatorietà dell'attestazione fonda i suoi presupposti sulla necessità di documentare alla pubblica amministrazione, sia a livello centrale che comunale, la sussistenza di tutti gli elementi utili ad accertare sia i contenuti dell'accordo locale che i presupposti per accedere alla agevolazioni fiscali, sia statali che comunali". Per questa ragione, afferma il Mit, è obbligatorio, in caso di accertamento, presentare l'attestazione di un'associazione di proprietari o di inquilini.